Tore
E anche Salvatore Calzetta "Tore" va n pensione.
"Quando avevo 17 anni frequentavo un amico che abitava di fronte alla caserma di corso Susa; io volevo rendermi utile già da tempo, fare qualcosa e vedevo sempre 'sti pompieri che controllavano i mezzi, si addestravano, così tempo dopo sono andato a chiedere cosa dovessi fare per entrare.
Ho quindi avuto la fortuna di incontrare Alessandro Minghella (nostro attuale capo squadra n.d.r.). Grazie al suo modo di fare ho deciso di iscrivermi e mi ha dato subito fiducia e coraggio.
Sai quando si dice incontrare la persona giusta, al momento giusto. Era il 1997.
Negli anni in cui la caserma era ancora in corso Susa potrei dire che era in un certo senso più "cruda". Quando entrava un pompiere anziano, pretendeva il rispetto che meritava, non dico che abbassassi la testa, ma in ogni caso lo guardavi con rispetto per le storie su di lui che lo precedevano. Comunque ho subito legato con tutti, in particolare con Beltrame. Mi hanno fatto ambientare facilmente. Ricordo la prima squadra che abbiamo fatto: Fabrizio a guidare io ed Elena vigili, il capo lo faceva Mario. Le squadra non erano ben organizzate come oggi, si facevano soltanto la domenica.
Uno dei primi interventi che mi ha segnato è stato un incidente stradale in Corso Francia angolo IV Novembre, proprio qui a Rivoli. Me lo ricordo in particolare perché l'incidente ha convolto 5 giovanissimi ed io ero già papà.
Un altro intervento, lungo che ha richiesto molti sforzi da parte nostra è successo nel complesso che poi ospiterà nel 2004 la nostra futura Caserma.
Ero a casa e mi suona il cerca-persone. Al solito, smetti di fare quello che stai facendo e ti precipiti in Distaccamento. Per andarci passo da corso Einaudi e si era già formata una grossa nube di fumo nero sopra al Comune di Rivoli. In caserma prendo la telefonata agitata di un'insegnante della scuola Cavour, quella in via Berton, che mi chiede cosa fare coi bambini, in breve le ho detto di vestire i bambini e portarli via. Non era tanto il rischio delle fiamme, quanto quello dell'intenso fumo che ormai sovrastava l'area.
Nel 2003 ho preso la patente da autista ed da allora ho per lo più guidato.
Nota del redattore: quando guida Tore riesci a vestirti pure in sirena, non perchè vada piano, anzi, ma quando guida veloce la sua guida è pulita e senza strattoni.
Non c'erano solo gli interventi, c'era un bel clima ed ogni volta possibile andavamo ai raduni internazionali di pompieri in giro per l'Europa più o meno ogni due anni.
Di questi 24 anni non mi sono assolutamente pentito. Ho trovato tanti amici con cui ho condiviso il bello e il brutto."
L.F.

Mario

 

Mario nel Febbraio del 1984 diventa Vigile del Fuoco Volontario, ma senza quella passione da dire "ho sempre voluto fare il vigile del fuoco". Quella gli verrà poco dopo e lo accompagnerà per gli altri 37 anni di carriera fino alla pensione ad agosto di quest'anno.

 

"Negli anni '80 non c'erano esami per entrare nel Corpo, si facevano solo tante ore di addestramento. Chi ti preparava si rendeva conto durante gli addestramenti se eri tagliato per fare il vigile o meno. Se non riuscivi a fare la scala italiana, dopo qualche tentativo, ti invitavano a cercare un'altra strada senza troppe cerimonie".

"Il mio battesimo è stato un soccorso persona alle 3 di notte. Il mio capo di allora pensò bene di farmi fare tutto da solo per vedere come me la sarei cavata. Così scesi con la scala ganci dal quarto piano, ruppi un vetro per entrare e per finire un codice 4. Come primo intervento non è stato niente male..."

 

"Negli anni ‘90 la nostra caserma in Corso Susa era molto diversa da quella di oggi: molto, ma molto più piccola e non proprio accogliente. C'erano due locali: quello più grande era l'autorimessa che ospitava 3 mezzi e quello più piccolo per tutto il resto, spogliatoio dormitorio e cucina. Il letto del dormitorio era a castello e aveva ben 5 piani; quello che dormiva all'ultimo piano avrebbe fatto meglio a legarsi!!! Lo spogliatoio conteneva tutti nostri d.p.i utilizzati durante gli interventi. In più la caserma era bollente d'estate e ghiacciata d'inverno e "profumava" di gasolio e incendio".

 

 

"Bella o brutta, in quella caserma, ho fatto molti interventi importanti”.

"Le nevicate dell'86/87, quando venivano 3/4 metri di neve alla volta. Ci chiamavano alle 8 del mattino per andare a Torino a sbloccare gli scambi dei tram congelati, a liberare strade, tagliare alberi e altro, quindi ritornavamo a Rivoli a sera tardi e questo per una settimana intera”.

"Negli anni '90, prima che rifacessero le fogne, ogni temporale un po' serio allagava Rivoli. Dal Castello, si formavano fiumi di acqua che allagavano tutte le zone sottostanti. Ogni volta con pochi mezzi dovevamo far fronte a grandi interventi”.

"Con le alluvioni del '94 e del 2000 abbiamo fatto turni di lavoro dal venerdì alla domenica quasi senza riposo".

 

 

"L'incendio della sindone nel '97. Ero a Torino per i richiami in Centrale con la squadra 21. Stavamo rientrando in sede da un altro intervento e ci dicono di andare a verificare un principio di incendio al Duomo di Torino. Quando siamo arrivati, le fiamme avevano già interessato la Cappella del Guarini e un pezzo del tetto del Palazzo Reale. Da li a poco sono arrivate sul posto tutte le squadre di Torino e dei distaccamenti provinciali dei volontari. All'inizio ero sull'autoscala con la manichetta puntata sulla cupola; poi a spegnere le fiamme sul tetto del Palazzo Reale."

"L'unica pausa che mi sono preso dai vigli è stata nel '90, con la nascita di mio figlio Andrea."

"Dopo diciotto anni, nel 2004 ci impongono di traslocare in fretta e furia dalla vecchia alla nuova Caserma "Enrico Guidetti" ed anche qui ci sono stati interventi di un certo rilievo come quelli per le Olimpiadi ed il Liceo Darwin."

 

Mario è stato uno dei miei formatori: mi ha insegnato a fare le scale all'inizio e poi sugli innumerevoli interventi siamo praticamente stati sempre in squadra insieme, sia di giorno che di notte. La maggior parte dei miei interventi li ho fatti con lui. C'era al mio primo auto-protettore, al mio primo incendio capannone, al mio primo incendio alloggio, incendio auto, ecc... Spesso - per scherzare - quando non riuscivo a fare una cosa come un'apertura porta, un nodo di fune, non ricordavo qualche dato sul caricamento dell'Aps o altro, dicevo: " Ma Mario mi ha detto di fare così..." - Col tempo mentre finalmente imparavo a fare qualcosa anche io, da buon testone, cercavo di farla a modo mio. Così un giorno sì e l'altro pure più mi preparava a fare il vigile più bisticciavamo. Abbiamo due bei caratteri.

Molti di noi devono dire grazie a lui se oggi quel "qualcosa" lo sanno fare.

 

"In 37 anni e circa 20000 ore di intervento, la passione è rimasta invariata. Ho sempre avuto voglia di aiutare chi era in difficoltà e il non poterlo più fare lascia un po' di vuoto. Credevo e credo nel fare il vigile del fuoco”.

Fare il vigile del fuoco è una cosa gratificante!

 

grazie Mario

Mario

Mario nel Febbraio del 1984 diventa Vigile del Fuoco Volontario, ma senza quella passione da dire "ho sempre voluto fare il vigile del fuoco". Quella gli verrà poco dopo e lo accompagnerà per gli altri 37 anni di carriera fino alla pensione ad agosto di quest'anno.

Mario nel 1984

"Negli anni '80 non c'erano esami per entrare nel Corpo, si facevano solo tante ore di addestramento. Chi ti preparava si rendeva conto durante gli addestramenti se eri tagliato per fare il vigile o meno. Se non riuscivi a fare la scala italiana, dopo qualche tentativo, ti invitavano a cercare un'altra strada senza troppe cerimonie".

"Il mio battesimo è stato un soccorso persona alle 3 di notte. Il mio capo di allora pensò bene di farmi fare tutto da solo per vedere come me la sarei cavata. Così scesi con la scala ganci dal quarto piano, ruppi un vetro per entrare e per finire un codice 4. Come primo intervento non è stato niente male..."

"Negli anni ‘90 la nostra caserma in Corso Susa era molto diversa da quella di oggi: molto, ma molto più piccola e non proprio accogliente. C'erano due locali: quello più grande era l'autorimessa che ospitava 3 mezzi e quello più piccolo per tutto il resto, spogliatoio dormitorio e cucina. Il letto del dormitorio era a castello e aveva ben 5 piani; quello che dormiva all'ultimo piano avrebbe fatto meglio a legarsi!!! Lo spogliatoio conteneva tutti nostri d.p.i utilizzati durante gli interventi. In più la caserma era bollente d'estate e ghiacciata d'inverno e "profumava" di gasolio e incendio".

giugno 2000 - Caserma Corso Susa

"Bella o brutta, in quella caserma, ho fatto molti interventi importanti”.

"Le nevicate dell'86/87, quando venivano 3/4 metri di neve alla volta. Ci chiamavano alle 8 del mattino per andare a Torino a sbloccare gli scambi dei tram congelati, a liberare strade, tagliare alberi e altro, quindi ritornavamo a Rivoli a sera tardi e questo per una settimana intera”.

"Negli anni '90, prima che rifacessero le fogne, ogni temporale un po' serio allagava Rivoli. Dal Castello, si formavano fiumi di acqua che allagavano tutte le zone sottostanti. Ogni volta con pochi mezzi dovevamo far fronte a grandi interventi”.

"Con le alluvioni del '94 e del 2000 abbiamo fatto turni di lavoro dal venerdì alla domenica quasi senza riposo".

alla fine di un incendio officina

"L'incendio della sindone nel '97. Ero a Torino per i richiami in Centrale con la squadra 21. Stavamo rientrando in sede da un altro intervento e ci dicono di andare a verificare un principio di incendio al Duomo di Torino. Quando siamo arrivati, le fiamme avevano già interessato la Cappella del Guarini e un pezzo del tetto del Palazzo Reale. Da li a poco sono arrivate sul posto tutte le squadre di Torino e dei distaccamenti provinciali dei volontari. All'inizio ero sull'autoscala con la manichetta puntata sulla cupola; poi a spegnere le fiamme sul tetto del Palazzo Reale."

"L'unica pausa che mi sono preso dai vigli è stata nel '90, con la nascita di mio figlio Andrea."

"Dopo diciotto anni, nel 2004 ci impongono di traslocare in fretta e furia dalla vecchia alla nuova Caserma "Enrico Guidetti" ed anche qui ci sono stati interventi di un certo rilievo come quelli per le Olimpiadi ed il Liceo Darwin."

Mario è stato uno dei miei formatori: mi ha insegnato a fare le scale all'inizio e poi sugli innumerevoli interventi siamo praticamente stati sempre in squadra insieme, sia di giorno che di notte. La maggior parte dei miei interventi li ho fatti con lui. C'era al mio primo auto-protettore, al mio primo incendio capannone, al mio primo incendio alloggio, incendio auto, ecc... Spesso - per scherzare - quando non riuscivo a fare una cosa come un'apertura porta, un nodo di fune, non ricordavo qualche dato sul caricamento dell'Aps o altro, dicevo: " Ma Mario mi ha detto di fare così..." - Col tempo mentre finalmente imparavo a fare qualcosa anche io, da buon testone, cercavo di farla a modo mio. Così un giorno sì e l'altro pure più mi preparava a fare il vigile più bisticciavamo. Abbiamo due bei caratteri.

Molti di noi devono dire grazie a lui se oggi quel "qualcosa" lo sanno fare.

"In 37 anni e circa 20000 ore di intervento, la passione è rimasta invariata. Ho sempre avuto voglia di aiutare chi era in difficoltà e il non poterlo più fare lascia un po' di vuoto. Credevo e credo nel fare il vigile del fuoco”.

Fare il vigile del fuoco è una cosa gratificante!

grazie Mario

Felice... pensionamento 

 

Breve introduzione su come io ho conosciuto Felice:

Se non sbaglio era uno dei miei primi weekend in Distaccamento. Domenica mattina ore 6.45/7. Stavo ancora dormendo in palestra, dato che in camerata ci son dei professionisti della russata. Felice apre la porta ed io un occhio. Ci guardiamo e poi richiudiamo, chi la porta, chi gli occhi. Dopo poco rieccolo e senza dire una parola, pronto per fare la cyclette ed io sbrandato... E così ho conosciuto Felice Renna.

 

Ora vi faccio raccontare qualcosa da lui.

Prima di entrare nei Vigili del Fuoco Volontari di Rivoli ero volontario nella Croce Rossa. Lì se non ricordo male c'era un ragazzo che faceva anche il pompiere volontario: Angelo Guglielminetti. Proprio lui mi ha convinto ad entrare nel Corpo. Negli anni '80 per entrare bastava iscriversi, poi tra addestramenti ed interventi il mestiere lo imparavi sul campo.

 

Figurati che uno dei miei primi interventi è stato un grosso incidente stradale vicino a corso Susa a Rivoli. Credo almeno 5 auto coinvolte, nelle condizioni più disparate e mi ricordo perfettamente le sensazioni: sei appena arrivato e non sai bene come comportarti, cosa fare, poi l'emozione delle prime volte...

Purtroppo dopo soli 5 mesi dal mio ingresso, a novembre, mi sbagliano un'operazione alla gamba e non ho più potuto fare tutto quello che volevo. Nonostante le difficoltà, il Capo Distaccamento di allora - Salussoglia - mi tempestava di telefonate perchè voleva venissi lo stesso, e mi metteva in centralino. Un altro magari mi avrebbe lasciato a casa ed allora forse non avrei continuato, chissà...

 

Una cosa curiosa mi è successa nel '92. Lavoravo come istruttore di nuoto in Centrale già da tempo. Volevo provare l'emozione di fare il permanente con un richiamo. I famosi richiami di 20 giorni che ora non ci sono più. Avevo rotto le scatole ad un bel po' di gente per poterli fare e quando finalmente mi dicono ok lunedì cominci, lo stesso giorno mi assumono in Regione. Da un lato quindi ero felice di aver trovato un posto fisso, ma dall'altro mi è dispiaciuto moltissimo non aver fatto le partenze in Centrale. E tutt'ora...

Ai tempi della vecchia caserma in corso Susa, c'era più unità. Organizzavamo molti più pranzi con moltissime persone, ma tutti portavano qualcosa. Mangiavamo praticamente in quella che era la rimessa dei mezzi, piccolissima. Fuori i mezzi e dentro noi. Ci mettevamo fuori sul piazzale e sembra banale, ma la gente passando si fermava a scambiare quattro chiacchiere. Senza contare quelli che facevano gli splendidi con ogni ragazza che passava... (indichiamo solo le iniziali M.M.) Qui dove siamo ora è tutto molto più bello e comodo, ma abbiamo perso un po' il contatto diretto con la gente.

 

Ho sempre preso turno dalle 20, durante il giorno mi sarebbe piaciuto, ma lavorando... Ricordo la sirena, quella tipo allarme antiaereo (ke svegliava metà città) e abitando in Via Manzoni con due pedalate ero già in distaccamento. Non mi è mai pesato svegliarmi nel cuore della notte, non so se dire fortunatamente, ma io ho sempre dormito poco.

 

E adesso dopo 34 anni di servizio: pensione. Come in tutti i posti conosci gente in gamba o meno, ma per me è stata un'esperienza ottima. Ci sono molte altre cose che avrei potuto fare in questo Corpo: prendere la patente o fare il corso da Capo squadra, ma l'operazione alla gamba ha scelto per me... Insomma non ho potuto farlo come avrei voluto io!

 

Alla fin fine però avrei preferito andare prima in pensione dal lavoro che dai vigili per poter esser ancora, nel mio piccolo, d'aiuto.